Con la Legge di Bilancio 2026 arriva una nuova definizione agevolata delle cartelle esattoriali, la cosiddetta rottamazione quinquies.
È una misura che può rappresentare un’opportunità concreta per chi ha debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione e vuole rimettere ordine nella propria posizione, ma va compresa bene, senza fretta.
La rottamazione quinquies consente di estinguere i carichi affidati tra il 2000 e il 2023 pagando il solo capitale e le spese, senza sanzioni, interessi e aggio.
Non si tratta quindi di un condono totale, ma di una modalità agevolata che riduce in modo significativo il peso complessivo del debito e rende più sostenibile il pagamento nel tempo.
Quali debiti rientrano (e perché non vale per tutti)
Non tutti i debiti rientrano automaticamente nella rottamazione.
Possono essere inclusi, ad esempio, tributi come IRPEF, IVA e IRES risultanti dalle dichiarazioni e contributi INPS dichiarati e non versati, mentre restano esclusi altri carichi, come quelli derivanti da accertamenti fiscali o da imposte quali IMU, registro e successioni.
Conta inoltre la data di affidamento del debito, non quella di notifica della cartella: un dettaglio che spesso crea confusione ma che è decisivo per capire se un carico è definibile o meno.
In molti casi è possibile scegliere solo alcune cartelle, lasciandone fuori altre, oppure aderire anche se in passato si è decaduti da precedenti rottamazioni, purché ricorrano i requisiti previsti dalla norma.
Domanda, rate e scadenze: cosa sapere prima di aderire
La domanda di adesione va presentata entro il 30 aprile 2026.
È possibile scegliere se pagare in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2026 oppure in forma rateale, fino a un massimo di 54 rate bimestrali, distribuite in nove anni.
È una possibilità che offre respiro, ma richiede attenzione.
Il piano deve essere sostenibile nel tempo, perché il mancato pagamento di due rate, anche non consecutive, comporta la decadenza dalla rottamazione e il ritorno del debito alle condizioni originarie.
Dopo la presentazione della domanda, l’Agenzia comunicherà gli importi dovuti e le scadenze. Nel frattempo, vengono sospese nuove azioni esecutive e, in presenza dei requisiti, si producono effetti positivi anche sul DURC e sui rapporti con la Pubblica Amministrazione.
Una scelta da valutare con attenzione
Proprio per le conseguenze che comporta, la rottamazione quinquies non è una scelta da fare in automatico. In alcuni casi può essere uno strumento utile per ripartire con maggiore serenità; in altri, potrebbe non essere la soluzione più adatta.
Ogni situazione è diversa e merita una valutazione attenta, che tenga conto del tipo di debito, degli importi, delle rate sostenibili e dell’eventuale presenza di contenziosi. Per questo siamo pronti ad affiancarti, aiutandoti a valutare con attenzione quale scelta sia davvero la più appropriata per la tua situazione.

